Canto II/1

Questa specie di tavola gemella rispetto a Dante nello studio mostra Virgilio in una stanza analoga. Anche le posizioni della figura e del libro derivano da Signorelli seppure in modo meno stringente. E siccome non esistono immagini che garantiscano verosimiglianza per l’effigie di Virgilio, il poeta è stato rappresentato privo di dettagli specifici. Come nel caso di Dante, le mani raffigurate sono le mie (e prese dal vero). Virgilio è chino sul volume che contiene la sua opera, aperto sul sesto libro dell’Eneide che è fonte decisiva per l’Inferno. Un segnalibro rileva la Quarta Ecloga nella quale, secondo l’interpretazione medievale, il poeta aveva profetizzato l’avvento di Cristo. L’Aquila dell’Impero significa la dedizione di Virgilio all’”altra Roma” – in distacco rispetto alle inclinazioni politiche dantesche. Nell’angolo a sinistra una stella deformata a sette punte e inscritta di simboli alchemici scende dalla cornice: è riferimento al ruolo di Virgilio in quanto mago, corrente nella cultura del Medioevo (il suo libro diventò uno strumento divinatorio, come se fosse l’I Ching), secondo una fama che Dante vorrebbe dissipare.

  Attraverso un’apertura si intravedono le sette mura del Castello della Fama, dolce prigione per il Virgilio del Limbo (cf. canto IV/1). Scende dal cielo una luce come motivo d’ispirazione per la parte che l’autore latino giocherà più avanti nella Commedia. La figura interna a otto facce, portata a nove dal taglio della cornice-finestra, rappresenta Beatrice nell’atto di portare la benevolenza delle Tre Donne del Cielo (indicate dai tre raggi) le quali, tramite lei, annunciano al poeta la sua missione. Si vede solo metà del sole dal momento che, per quanto virtuoso, il pagano viene ‘illuminato’ solo a metà, essendo fatalmente privo della luce della Rivelazione che è propria dei cristiani.

  Dal muro che sta dietro alla figura pendono due spade che non soltanto rinviano alla profezia del Veltro ma simboleggiano l’impegno epico di questa poesia. La prima è di Omero – che compare armato di spada nel canto IV; l’altra appartiene a Virgilio; lo spazio fra di esse è riservato a una terza spada, che sarà quella di Dante.

Canto I/1
Canto V/4
Menu